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July 27 pistacChia
ho un nuovo secondo gusto preferito.
la storia dei miel gusti preferiti? (dai dai dai dai raccontacela). vabbéne.
1. età minima: cono fragola limone e pistacchio. [Un gelato al limon, gelato al limon gelato al limon, sprofondati in fondo a una citta. mi sembrava una cosa patriottica (up patriots to arm). in realtà non mi piaceva. ma mi piaceva averlo addosso sui vestiti. a volte scivolate estemporanee su gusti qualunque (ma che cono mangiava musil?) purchè colorati. tipo puffo.
2. età media: cono cioccolato e panna. panna sopra e panna sotto. [ Bambina ti voglio ti sento ti muovi, mi turbi mi arrendo:
Gelato al cioccolato, E' dolce ma un po' salato. Tu gelato al cioccolato. Un bacio al cioccolato, io te l'ho rubato] fastidio fiscico per chi assumeva gusti tipo nocciola. stracciatellamente piccolo borghesi e poco decisi.
3. età fino a poco fa: cono fragola e cioccolato. [rossetto e cioccolato che non mangiarli sarebbe un peccato. si fa così, si cuoce a fuoco lento, mescolando con sentimento: le calze nere, il latte bianco, e già si può vedere che piano sta montando...
cfr. anche fragole buone buone & merenda di fragole]
4. età dall'altro ieri: cono cioccolato e pistacchio (il pistacchio non fosforescente, però: che poi divento troppo intelligente). come ho potuto vivere tutti questi anni senza impistacchiarmi? [devo trovare una canzone] slurp slurp.
July 26 volver
sono tornata, tonnata come un vitello. non sono più s-bloGGata.
ho smesso di cercare un'antenna mac-compatibile che riconoscesse il ruter, e ho comprato un cavo eternet lungo quindicimetri che passa dappertutto un pò tela di penelope (cruz) un pò mollichine di pollicino e arriva qui. è verde e mi fa anche effetto serpente, eva vs. eva. chi fa da sè fa da sè, ma a volte funziona. (l'altro l'altro ieri ho sognato che facevo Robba a letto con iumaturman, bang bang)
tenta è troppo simpatica.
July 04 c'è rete e retela palla è rotonda
è un pensiero lapalissiano o è una metafora,
anzi una mezza-fora (e l'altra mezza è dentro)
della vita che è tonda
(che ci vuoi fare,
"L´inevitabile non accade mai, l´inatteso sempre", dice Keynes John Maynard)
dell'amore che è tondo
(che ci vuoi fare, basta a se stesso, ma è pronto a scivolare o a esplodere,
infatti anche l'anguria che è frutto patriottico è tonda)
dell'umore che è tondo
(che ci vuoi fare, la donna è mobile).
il pescespada no, però.
e nell'attesa dell'evento semiapocalittico di stasera
(stasera che sera, e che sarà, che sarà? svegliati e primavera)
c'è rete e rete
(e c'è anche rita botto che ha cantato questa canzone qua)
Lu pisci spada
(D. Modugno)
Chist’è ’na storia
d’un pisci spada
storia d’amuri….
Dai e dai lu vitti lu vitti lu vitti
pigghia la fiocina accidilu accidilu accidilu ahh…
te pigghiaru ’a la fimminedda drittu drittu ’ntra lu cori
e chiancìa di duluri ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e la varca la strascinava e lu sangu ni curria
e lu masculu chiancìa ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e lu masculu parìa ’mpazzutu
mi dicia bedda mia nun chiancìri
bedda nun chiancìri
dimmi tia c’haju a fari…..?
Rispunnia la fimminedda
ccu nnu filu e filu ’i vuci
scappa scappa amuri miu
’ca sinò t’accidunu…
No no no no no amuri miu
si tu mori vogghiu murìri ’nzemi a tia
si tu mori amuri miu vogghiu murìri….
Ccu nu saltu si truvàu ccu issa
’ncucchiu ’ncucchiu cori a cori
e accussì finìu l’amuri
di du’ pisci sfurtunati….
Dai e dai lu vitti lu vitti lu vitti
c’è puru lu masculu
pigghia la fiocina accidilu accidilu ahhh…
Chist’è ’na storia
d’un pisci spada
storia d’amuri.
tra-duzione (da napoli in su)
Il pescespada
Questa è la storia -d'un pesce spada - storia d'amore...
Dai dai è lì, I'ho visto, l'ho visto... - prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh...
hanno colpito la tua femmina dritto dritto in mezzo al cuore
e piangeva di dolore ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e la barca la trascinava ed il sangue si spargeva
ed il maschio piangeva ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
ed il maschio pareva impazzito
diceva: "bella mia non piangere, - bella mia non piangere, -dimmi piuttosto cosa devo fare...?"
Rispondeva la femmina -con un filo e filo di voce:
"scappa scappa amore mio -perché altrimenti ti uccidono..."
"Non no no no no amore mio - se tu muori voglio morire assieme a te
se tu muori amore mio voglio morire...”
Con un salto si trovò abbracciato cuore a cuore vicino ad essa
e così ebbe fine l'amore - di due pesci sfortunati... -
Dai dai è lì, l'ho visto l'ho visto - c'è pure il maschio -prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh...
Questa è la storia - d'un pesce spada - storia d'amore... June 22 traffico: in-colonna sonora il mio amore
è
capriccioso & viziato
come una canzone
di mina
(tra mi sei scoppiato dentro il cuore
e
caramelle non ne voglio più)
quando saremo grandi però
ci accoccoleremo morbidi
in una canzone di fossati.
e intanto canto
(sola alle sette di stamattina
sulla quattro corsie da siena a firenze
con la finta faccia da pendolare di Chi invece
è stata a fare festa):
"Siamo stati naviganti con l'acqua alla gola e in tutto questo bell'andare quello che ci consola è che siamo stati lontani e siamo stati anche bene e siamo stati vicini e siamo stati insieme. Siamo stati contadini noi due senza conoscere la terra e piccoli soldati senza amare la guerra, ci hanno mandati lontano senza spiegarci bene e siamo stati male, ma siamo ancora insieme. Grandi corridori di corse in salita che alzavano la testa dal manubrio per vedere se fosse finita, allenati alla corsa allenati alla gara e preparati a cadere e a tutto quello che s'impara, innamorati della sera innamorati della luna conoscitori della notte senza averne paura, innamorati di quel fiore che non vuole mai dire: ecco, è tutto finito e bisogna partire. Ma ora è il momento di mettersi a dormire lasciando scivolare il libro che ci ha aiutati a capire che basta un filo di vento per venirci a guidare perché siamo naviganti senza navigare mai." May 02 duemaggio: nessuno mi ama come mi amo iofacile essere allegri con brio (non blu, non rocchetta) il primo maggio, colle margherite (s-cocciante) sul parabrezza della macchina, agganciati ai tergicristalli che dovrei cambiare (prima o poi, o forse vanno boicottati per i lavavetri, perchè certo, anche se a volte sono aggressivi, nessuno si diverte a stare con una spugna al semaforo, meglio fare il medico sui balcani sarebbe stato), facile quando il tempo è a metà ma non importa perché è vacanza, e alla radio ogni tanto pezzi del concerto a roma (che bello l'anno scorso, non sentire il caldo nè i piedi, aspettare La canzone), e forse ci sarà un pò di coda, il grande rientro (ma sempre meglio trovare la coda a firenze sud colla pancia piena di tortelli piuttosto che la mattina alle sette colla macchina piena di stroboscopi), e chissà perché poi il rientro è sempre grande o non è, mai che ci fosse un piccolo rientro senza trombe e senza grancasse.
difficile quando l'amore qualche compromesso lo deve accettare o deve aspettare, e non può soltanto rotolarsi su un prato, su una spiaggia o su una roccia. calda. ma io sono chiaratan, dimensione avventura, questa è fantasy più che science, e posso sempre mettere il miglior sorriso della mia faccia alla conte paolo, e canticchiarmi che mi amo come conte paolo che copioncollo dopodichè tutto sarà più facile.
c.
April 25 The Rainbow Connection - Kermit the Frogflash back: sorridere!!!! io mi ricordo i muppets, e mi ricordo kermit (soprattutto in quanto rospo), e mi ricordo questa canzone. il sole l'altalena e il cuore in gola.
c.
And what's on the other side? Rainbows are visions, but only illusions, And rainbows have nothing to hide. So we've been told and some choose to believe it I know they're wrong, wait and see. Someday we'll find it, the rainbow connection, The lovers, the dreamers and me.
When wished on the morning star? Somebody thought of that, and someone believed it, And look what it's done so far. What's so amazing that keeps us stargazing And what do we think we might see? Someday we'll find it, the rainbow connection, The lovers, the dreamers, and me.
We know that it's probably magic...
I've heard them calling my name. ... Is this the sweet sound that calls the young sailors? The voice might be one and the same I've heard it too many times to ignore it It's something that I'm s'posed to be... Someday we'll find it, the rainbow connection, The lovers, the dreamers, and me.
La laa la la laa dee daa doo... April 14 ChiaRecensione III: QuintoRigo (sei meno un quarto)Per avere uno “stacco di coscia” più lungo basta mettere una minigonna? Un po’ si (purché esista, naturalmente, una buona base di partenza). L’importante è (oltre che chiamarsi con il nome giusto, e in mancanza puoi Pronunciare Il Mio Nome Contro Ogni Sventura, essendoMi sensitiva e lenitiva) l’importante è metterci sotto le ballerine. Del resto, la staticità dei piedi non si concilia in nessun vaticano con la mobilità delle idee, non per nulla gli aristotelici peripatetavano (sopra i diciotto anni potevano anche paripateNtarsi). Forse all’uopo dovrei mettere il mio machiavellico mac su un carrellino della coop e scriverci mentre cammino. Cosa Mi stavo dicendo? Che ieri sera giustappunto sono stata alla flog (a questo punto sembra proprio che io vada alla flog con una periodicità degna della tabella degli elementi, e se questa frase non ha nessun significato, nella mia memoria storica invece si). Cioè, che le mie ballerine verdi volevano uscire, allora ho disseppellito una magliettina verde e per non sembrare un albero mi sono messa la gonna gins che ho comprato lo scorso agosto a Marsiglia (“a che meraviglia sembra di essere a Marsiglia, c’è un enorme parapiglia, che ricorda la quadriglia…”), e SICCOME AVEVO LE BALLERINE VERDI sono andata alla flog. Come vedo il cerchio si quadra e si inquadra. E cosa sono andata a sentire alla flog? Mi chiederò, ove me lo fossi dimenticata a causa di quel Cosmopolitan che era assai pieno di rum. E mi rispondo anche, dal momento che il rum ha trovato degli ottimi Ammortizzatori Sociali Nelle Patatine Al Formaggio (sono allergica al formaggio, ma a quanto pare nelle patatine al formaggio il formaggio è finto, perché non mi fanno una cippa, come direbbe L.M.), e quindi mi ricordo. Ieri sera c’erano i QUINTORIGO. (mi verrebbe da aggiungere sestoquadretto, ma non fa ridere) e questo mi dà il (doremifasol) LA (si?) per considerazioni sparse le trecce morbide e quindi anche accusative alla greca. O, si vu ple, per considerazioni sparse ed arse come le tamerici. Oppure sparse e tendenziose come. Come [ : Spazio Per Sospiro]. Insomma i Quintorigo non li conoscevo. Cioè, sapevo che esistono e che contaminano generi e species. Mi sembra ovvia l’allusione al pentagramma. Il quinto rigo è FA in chiave di violino, LA in chiave di basso. Dovrei dire qualcosa sulle mie chiavi di casa (ho cambiato portachiavi), ma non è pertinente. Hanno cominciato con un ritardo piccolissimo (e questo dato è di sommo rilievo, a fronte degli ultimi Sconcerti),e tutti eravamo molto seduti – il che non è molto da flog, ma dà un'atmosfera un po’ fumo jazz cinema Parigi. E soprattutto le sedie verdi stanno bene con le mie ballerine, e stare seduti mi consente di monitorare la mia gonna (sono diventata più alta da agosto ad ora?). I Quinto Rigo sono cinque. E questo ha un senso. Tre archi, un fiato (più audace degli archi) e una voce. I primi trentasette minuti sono stati molto belli: questi virtuosismi un po’ coverevoli e lievemente surreali. Poi c’è questa canzone che si chiama Rospo, che non può che piacermi posto che io sono la Rana Dalla Bocca Larga. (a questo punto qualcuno dovrebbe istantaneamente aggiungere che ho una bocca bellissima, il che, del resto, è vero.). sul tema cfr. anche le Rane dei Tetes De Bois. Anche i restanti minuti sono stati belli. Solo che. Non so come dirlo. Mi dispiace anche. Vabbè, se non ora quando? Ecco. Le donne che cantano - salvo le eccezioni cosmiche -. Mi stuccano e mi stancano dopo cinque canzoni quando va bene. Ci sono le eccezioni cosmiche tipo chessò io Joplin Janis, Mina Sala, Consoli Carmen (in limine peraltro). Ma mi stancano i gorgheggi, e il tono vagamente lamentoso (per non parlare del novantacinque per cento dei temi inutilmente diabetici). Del resto, i quinticosi avevano un cantante maschio e si sente da un po’ di testi. Poi lui è andato via e loro hanno preso questa qui. La quale, incidentalmente, ha anche una bella voce, ma si concia male: un pomeriggio di sciopping con me e le farei guadagnare 10 punti mibbbbtelll (a tacere della frangetta, che se non sei più o meno come mila jokovokovich, direi anche di non fartela). E poi ha una irresistibile tendenza al canto gregoriano. Se invece tornassero ad avere una voce maschia bassa ma non troppo sarebbero moltissimo meglio. Ad ogni modo, voto Sei E Due Quinti. Mi sono rallegrata. E poi, colla gonna si possono accavallare le gambe. c.
un mondo di favole vittima di un incantesimo baciami sì, ho detto baciami voglio tornare ROSPO” March 23 INfatti INfranco INbattutoinfatti. infatti mi piace cominiciare a parlare con infatti, almeno ogni tanto. quando penso prima di parlare le parole sono sempre INFETTE del pensiero e quindi sono INFATTI. rispetto a. con buona pace della professeressa delle medie che non bisogna cominciare le frasi con le congiunzioni. non sono sicura che infatti sia una congiunzione. di sicuro non è una preposizione, visto che vale il principio di tassatività delle preposizioni. semplici (diadainconsuperfratra). non so cosa sia cioè, ma neanche a tredici anni cominciavo le frasi con cioè, quindi non mi interessa (una volta comprai cioè da franco il giornalaio. poi un mio genitore disse al giornalaio di non darmelo più, poichè non era una lettura consona a. topolino fino a diciassette anni). la professoressa delle medie non voleva che iniziassimo a parlare congiungendo l'espresso all'inespresso. la professoressa delle medie non capiva joyce, probabilmente. la professoressa delle medie pensavo mi volesse bene e mi avesse telefonato alla fine del liceo per sapere in quale facoltà stessi per iscrivermi. invece la professoressa delle medie mi ha telefonato dopo la mia (im) maturità solo per chiedermi se conoscevo qualcuno che affittasse una stanza a palermo per sua figlia. e non mi ha chiesto niente. nè del sessanta e dove sarei andata a finire. tutto questo mi legittima, adesso e per sempre, a cominciare le frasi con infatti. anche le telefonate. delle volte. l'infatti di cui sopra, nondimeno, si collegava a quel 23 marzo che appare lissù. e anche se avrei voluto scrivere di fondotinta (ma può aspettare) e delle variazioni goldberg in via ufficiosa (ma può aspettare). e anche se non avrei dovuto scrivere un bel niente perchè devo pensare all'articolo 37 (sempre che qualcuno non voglia farlo al posto mio). anche se. 23 marzo, infatti. infatti oggi è il compleanno di battiato franco. e siccome non ho il suo blog, gli faccio le angurie nel mio. e anche una domanda. dalla sua carta del cielo risulta con chiarezza che lui ha la luna al grado 3.53 del leone e plutone al grado 8.05 del leone. questo è. la luna e plutone nel leone. e allora perchè in cuccuruccuccù paloma lui ha la luna e urano nel leone? per motivi cacofonici? o perchè gli sarebbe piaciuto di più avere urano nel leone? infatti urano nel leone è proprio bello. ma a noi ci piace lo stesso, anche col suo plutone rinnegato. stranizze d'amuri una guantiera di ricci appena colti e un bicchiere di sirà. app-etriots-tu arm app-iberdei-tu iu March 17 chiarecensione II: concerto marlene kunzDaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeo o o o o o Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeemmmmmmmmmmmmm m m m m Taaaaaaaaaaaa a a a a a a a a a a a a a a a a a Flog, Firenze, sedici marzo del sei. Ancora le ventuno sono diventate almeno le ventidue e venti. Ma non è propriamente come fare la fila dal dottore, quindi nevermind, come direbbe kurt. (e poi sto così bene che il tempo va da sé, facesse quello che vuole, nell’ubriachitudine del cuore non c’è presto e non c’è tardi). L’ho detto quanto mi piace la flog? Quanto mi piace la flog? Tantissimo. Sarà che è piccolo caldo e scuro, che i tetti sono bassi e ci sono le travone di ferro che fanno tanto work in progress. Sarà che chi canta lo potresti toccare tanto e vicino, o tirargli un pomodoro, un indumento, un bicchiere di vino. Sarà l’idea che ligabueluciano non c’è mai stato e ramazzottieros neanche (l’idea snobbissima della nicchia in somma tutto). Sarà che ci venivo negli anni primi dell’università. Sarà che ci mi sono sempre divertita. Sarà che mi fa ridere dismettere i mocassini e la codadicavallo rispettosi dell’istituzione e infilarmi i pantaloni colle tasche caduti (per via della magritudine) e una canottierina e mettermi il kajal sotto gli occhi (e infatti rido). NE BIS IN IDEM. Non posso usare gli stilemi della chiarecensione uno (afterauars) apri parentesi (la chiarecensione uno si è persa nello spazio siderale, qualcuno sa come fare a trovarla? Chiudi parentesi) riapro parentesi (come si chiama un frate colle gambe arcuate? Fra’ parentesi. Chiudo parentesi). Riapro l’ultima parentesi (mi ricordo che una volta in un tema usai non solo le parentesi tonde, ma anche le quadre e le graffe: in ordine di importanza. Sovrastrutture. Chiudo). Dicevo che non posso usare lo stile della chiarecensione uno. Quindi parto dal voto. SETTE. Incredibile? Infatti non ci credevo neanche io. Non me lo aspettavo affatto. E invece, a conferma della imprevedibilità irreversibile delle cose. Performantissimi. Ben più che da morti (rectius: dal vivo ancora meglio che dal ciddì). Voce molto strascicata maledettamente poetica e colle vocali assai lunghe. Poi la barba fa quel non ho tempo per i miei non pensieri che ci piace. A questo punto dovrei dire qualcosa sul bassista. Il lettore attento si aspetta un “allora non lo dico”. E invece si. O meglio, il bassista è prestato alla causa dai pgr ex csi ex cccp, e quindi si dice da solo. Io lo ricordo e basta. Hanno solo azzardato dieci minuti impazziti di randevù jimiendrixiano, in cui come ha detto il piccolo che stava a pogare davanti, la chitarra faceva robba coll’amplificatore, si orizzontalizzava e distorceva gli animi già distorti. Ma gli si per dona tutto. Anche perché, le canzoni Me le hanno fatte tutte. Apertura misticamente morbida con LIEVE (che è la canzone del cuore di una coppia destinata al successo). Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più. Proposizione o proponimento non pesante e neanche pedante di bianco sporco che la loro ULTIMA FATICA (ma sono scema?). In particolare ci piace (si ci piace di più) mi succhi, amen, bellezza. Soprattutto amen. E poi e poi e poi? La colonna sonora di tutti giù per terra E soprattutto, sottosopra. Suspance Trepidazione Dubbio Speranza Al terzo bis, prima di accendere le luci Ta tan: nuotando nell’aria Con le cui note immaginate passo e chiudo “Pelle: è la tua proprio quella che mi manca in certi momenti e in questo, momento è la tua pelle ciò che sento, nuotando nell'aria. Odori dell'amore nella mente dolente,tremante,ardente, il cuore domanda cos'è che manca perché si sente male,molto male, amando,amando amandoti ancora. Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena. Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro l'aria è più nebbia che altro. E' certo un brivido averti qui con me in volo libero sugli anni andati ormai e non è facile dovresti credermi sentirti qui con me perché tu non ci sei mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi”. gregorio di francescoun caro amico che chiamerò con uno pseudonimo, per tutelarne la privacy,
DAVIDE, mi ha gentilmente prestato gli emmepppittre dei nuovi dischi di
de gregori, fossati, capossela. quando ho più di un cd nuovo vado in semi tilt. per un frammento di tempo come quando il barboncino (che è cane da caccia) si blocca e guarda nel vuoto perché sta puntando chessòio un fagiano o una pantofola. o come quando l’autobus mi si ferma davanti esattamente in corrispondenza della porta di uscita e per un attimo di formalismo penso che non posso entrare da dove si esce, ma sono equidistante dalle due porte di entrata ed è un po’ come l’asino di buridano (era buridano?) che muore di fame perché tra due palle di fieno non sa quale mangiare, come quando non ho scelto le scarpe e il campanello sta trillando (ma non può essere già arrivato, saranno i fili in contatto, e comunque non sono proprio sicura di avere sentito bene, forse posso ancora cambiare anche la maglietta). bè, se non salgo subito l’autobus riparte. adesso vado di default e mi butto a sinistra, visto che non sono mancina. ma non è del dramma slinding doors delle scelte che si tratta.
insomma accanto all’eccesso di informazione, l’eccesso di potere, l’eccesso di velocità: adesso l’eccesso di musica disponibile. mi riduce l’empatia con le novità. e mi manda in tilt (l’autobus, l’asino, il cane, le scarpe – l’assenzio). prendo solo un ciddì, allora. e quando lo avrò ascoltato per bene ne prenderò un altro. de gregori FRANCESCO.
è impossibile non fare confronti. ma allora dovrei premere EJECT (salute) e mettere dentro amore nel pomeriggio, ad esempio. eppperò, se anziché confrontarlo con il se stesso di prima lo confronto con un certo inascoltabile italico di oggi mi piace. si capisce che è lui. Mi ammorbidisce e mi immalinconisce ma con speranza. e ci starebbe bene d’estate sotto una pergola quando si cucina e mentre si aperitiveggia.
Nella linea della vita c’è questa frase PERCHE’ NON PARLI? Che mi fa ridere perché la dico quante volte al giorno, avvolta dallo HORROR VACUI (il vuoto esiste e l’aria pesa, lo ha detto TORRICELLI per una volta tanto preferivo Aristotele, che il vuoto non esiste cha la natura “aborre il vuoto”) la paura che una coltre di silenzio cada su di noi e su noi rimanga sempre, e l’ostracismo nelle comunicazioni a due non funziona.
mi piace l’amore indecente “che si lascia guardare” e, ancora di più, l’amore prepotente “che si deve fare”. e mi piace “che dell’amore non si butta niente”. perché mi fa pensare a quella volta in cui l’ho detto, non buttarmi via. e l’aria non mi bastava più e mi tremavano gli occhi. e, senza conoscere le puntate che sarebbero seguite dopo, è stato un attimo che bastava a se stesso.
tangoF.T. MARINETTI ABBASSO IL TANGO PARSIFAL! Lettera Futurista circolare ad alcune amiche cosmopolite che dànno dei thé-tango e si parsifalizzano 11 gennaio 1914 Un anno fa, io rispondevo ad una inchiesta del "Gil Blas" denunciando i veleni rammollenti del tango. Questo dondolio epidemico si diffonde a poco a poco nel mondo intero, e minaccia di imputridire tutte le razze, gelatinizzandole. Perciò noi ci vediamo ancora una volta costretti a scagliarci contro l'imbecillità della moda e a sviare la corrente pecorile dello snobismo. Monotonia di anche romantiche, fra il lampeggìo delle occhiate e dei pugnali spagnuoli di De Musset, Hugo e Gautier. Industrializzazione di Baudelaire, Fleurs du mal ondeggianti nelle taverne di Jean Lorrain, per "voyeurs" impotenti alla Huysmans e per invertiti alla Oscar Wilde. Ultimi sforzi maniaci di un romanticismo sentimentale decadente e paralitico verso la Donna Fatale di cartapesta. Goffaggine dei tango inglesi e tedeschi, desideri e spasimi meccanizzati da ossa e da fracs che non possono esternare la loro sensibilità. Plagio dei tango parigini, e italiani, coppie-molluschi, felinità selvaggia della razza argentina, stupidamente addomesticata, morfinizzata, e incipriata. Possedere una donna, non è strofinarsi contro di essa, ma penetrarla. - Barbaro! Un ginocchio fra le coscie? Eh via! ce ne vogliono due! - Barbaro! Ebbene, sì, siamo barbari! Abbasso il tango e i suoi cadenzati deliqui. Vi pare dunque molto divertente guardarvi l'un l'altro nella bocca e curarvi i denti estaticamente l'un l'altro, come due dentisti allucinati? Strappare?.. Piombare?...Vi pare dunque molto divertente inarcarvi disperatamente l'uno sull'altro per sbottigliarvi a vicenda lo spasimo, senza mai riuscirvi?...o fissare la punta delle vostre scarpe, come calzolai ipnotizzati?...Anima mia, porti proprio il numero 35?...Come sei ben calzata, mio sooogno!...Anche tuuuu!... Tristano e Isotta che ritardano il loro spasimo per eccitare re Marco. Contagocce dell'amore. Miniatura delle angoscie sessuali. Zucchero filato del desiderio. Lussuria all'aria aperta. Delirium tremens. Mani e piedi d'alcoolizzati. Mimica del coito per cinematografo. Valzer masturbato. Pouah! Abbasso le diplomazie della pelle! Viva la brutalità di una possessione violenta e la bella furia di una danza muscolare esaltante e fortificante. Tango, rullio e beccheggio di velieri che hanno gettata l'ancora negli altifondi del cretinismo. Tango, rullìo e beccheggio di velieri inzuppati di tenerezza e di stupidità lunare. Tango, tango, beccheggio da far vomitare. Tango, lenti e pazienti funerali del sesso morto! Oh! non si tratta certo di religione, di morale, né di pudore! Queste tre parole non hanno senso, per noi! Noi gridiamo Abbasso il tango! in nome della Salute, della Forza, della Volontà e della Virilità. Se il tango è male, Parsifal è peggio, poiché inocula nei danzatori barcollanti di noia e di languore una incurabile nevrastenia musicale. Come eviteremo Parsifal, coi suoi acquazzoni, le sue pozzanghere e le sue inondazioni di lagrime mistiche? Parsifal è la svalutazione sistematica della vita! Fabbrica cooperativa di tristezza e di disperazioni. Stiramenti poco melodiosi di stomachi deboli. Cattiva digestione e alito pesante delle vergini quarantenni. Piagnistei di vecchi preti adiposi e costipati. Vendita all'ingrosso e al minuto di rimorsi e di viltà eleganti per snobs. Insufficienza del sangue, debolezza di reni, isterismo, anemia e clorosi. Genuflessione, abbrutimento e schiacciamento dell'Uomo. Strisciare ridicolo di note vinte e ferite. Russare d'organi ubbriachi e sdraiati nel vomito dei leitmotivs amari. Lagrime e perle false di Maria Maddalena in décolleté, da Maxim. Purulenza polifonica della piaga di Amfortas. Sonnolenza piagnucolosa dei Cavalieri del Graal. Satanismo ridicolo di Kundry. Passatismo! Passatismo!... Basta! Re e Regine dello snobismo, sappiate che dovete un'obbedienza assoluta a noi, ai futuristi, novatori vivi! Lasciate dunque alla foia bestiale del pubblico il cadavere di Wagner, novatore di cinquant'anni fa, la cui opera ormai sorpassata da Debussy, da Strauss e dal nostro grande futurista Pratella, non significa più nulla! Voi ci avete aiutati a difenderlo, quando ne aveva bisogno. Noi v'insegneremo ad amare e a difendere qualcosa di vivo, o cari schiavi e pecore dello snobismo. D'altronde, voi dimenticate quest'ultimo argomento, l'unico persuasivo per voi; amare oggi Wagner e Parsifal, che si rappresenta dappertutto e specialmente in provincia...dare oggi dei thè-tango come tutti i buoni borghesi di tutto il mondo, suvvia, non è piuuù chic! |
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