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    June 09

    La posta del Cuore (2)

    Cara Chiara,

    ho una storia non semplice, come il non libro di sciascia leonardo.

    (..............................)

    [tra quelle parentesi tonde sta una storia complessa inzuppata di intrecci incestuosi poligamici bipolari e coalizioni pronte a tutto tranne che alla serenità, immaggggginassela il lettore come più gli piace. io devo tutelare la praivasi dei miei clienti].

    {tra quelle parentesi quadre sta la spiegazione alla parentesi tonda. non ci sono altre parentesi. chi controlla i controllori e chi si intromette in un'intromissione?}

    Che faccio?

    Ti seguo come un setter,

    gemellina 80.

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    Cara gemellina 80,

    ho già detto che cara chiara non va bene perchè è cacofonico. evidentemente sei un setter raffreddato e non mi segui poi così bene. puoi optare per "divina chiara", o per cara qualcosaltro (come cara giulia, cara alice, cara emma, tanto lo sai che ho gli sdoppiamenti di personalità con principio di schizzzofrenia)

    ho già detto anche che preferibilmente uno deve dotarsi di soprannomi graziosi forieri di immagini sensuali e di profumi muschiati. fa un pò tu.

    ad ogni modo, nella mia infinita bontà, ho la soluzione.

    MENTI

    trasformati in un after eight, se necessario, o in un dentifricio, o in una granita.

    ricordati quello che hai detto e nega pure l'evidenza.

    anzi, costruisciti un mondo parallelo nel quale tutto fila e si confonde come un formaggio allegro con brie, secondo i tuoi desiderata.

    del resto la bugia come alternativa interpretazione della realtà si chiama come la bugia che regge la candela, la quale a sua volta illumina la realtà stessa medesima itself. il che ci conferma quanto è breve il sentiero che dal finto in amor conduce al vero (lo diceva alfieri, forse. infatti l'alfiere va in diagonale).

    e poi, essendo tu gemella, hai una naturale propensione alle bugie.

    pensa a twain mark (quello del tè twAining?): una delle principali differenze tra un gatto e una bugia è che un gatto ha soltanto nove vite (da: Wilson lo Zuccone).


    E, soprattutto, ricorda il grande ChiAforisma:

    Le bugie,

    si possono usare.

    L'importante è che ci sia una persona una, alla quale dici la verità sulla cosa.


    Con affetto reciproco (cioè che il bene che ti voglio me lo riprendo)

    Giulia.

    April 26

    La posta del Cuore

    Cara Chiara,

    sono un disastro con gli uomini.

    Da una settimana sto uscendo con un tipo nuovo, mi piace da morire,

    ma ho paura di sbagliare tutto, di nuovo.

    Ad esempio,

    quanti messaggi si possono mandare al giorno?

    Disperata e innamorata,

    Topolina ’81.

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    Cara Topolina Ottantuno,

    ti suggerirei innanzitutto di cambiare pisseudonimo: dopo i 14 anni non fa più pensare a Minnie, infatti. Ti pregherei inoltre di evitare il Cara Chiara, che è assai cacofonico. Ciò premesso, possiamo ricominciare dacccccapo. Ti chiamerò col tuo vero nome che non conosco perché sei anonima a statuto speciale, ergo userò il tuo vero nome secondo me.

    Cara Eleonora,

    Hai davvero un bel nome. Non a caso, la mia sedia a dondolo, che ho dipinto di arancione (perché all’epoca l’arancione era il mio colore preferito, e, peraltro, lo è tuttavia) si chiama Eleonora, ed è uno dei rarissimi casi in cui una cosa mia non ha un nome in rima Baciata (del resto, gli unici nomi a fare rima con dondolo sarebbero stati i sette nani). Ma entriamo nel vivo del problema come corpo morto cade.

    L’altra sera ho visto “A casa con i suoi” (l’ho visto solo perché c’è la ex Carrie. E comunque, dal momento che il mio film preferito è “LA RAGAZZA SUL PONTE”, posso anche vedere una stupida commedia, o no?). Tra me e me (o tra me e il mio vicino di poltrona destro) pensavo che due cose sono state la rovina dell’uomo medio tra i 25 e i 35 anni: il Non Militare (dal momento che la guerra fa male e non ci piacerebbe mai, è ovvio, da questo momento posso anche dire, invece, che un po’ di disciplina e fatica fa l’uomo Uomo), e i film di Vudi Allllen, con quella indulgente, insopportabile tendenza alla autocommiserazione.

    Ma non disperare.

    NON CI SONO UOMINI IMPOSSIBILI, SOLO ADDOMESTICAMENTI LUNGHI (devo ricordarmi di fare un brindisi con questa frase colle mie amiche quanto prima).

    E siccome ho quasi sempre preso quello che volevo, ho l’autorevolezza sufficiente ad introdurti nella FENOMENOLOGIA Del Breve Messaggio Di Testo.


    a) Quanti messaggI si possono mandare al giorno??? QuantI??? MessaggI??? Nella prima settimana??? Eleonora cara, i ruoli sono ruoli e se lo vuoi cuocere bene bene il plurale è assolutamente incostituzionale. Possiamo adattare la kunderiana regola del tre al mondo messaggio. Il primo mese si può mandare un solo messaggio al giorno, preferibilmente non di propria iniziativa. Fanno eccezione i messaggi meramente organizzativi, ovvero quelli prodromici alle uscite. Ma, GENTILMENTE, evita di mandare messaggi che richiedono una risposta quando una risposta non è necessaria. Ad esempio: lui: “ti passo a prendere alle cinque”; lei: “ok. Allora ci vediamo più tardi?”. Fanno eccezione gli scambi lunghi ove siano particolarmente intelligenti e ti consentano comunque di fare la preziosa. Il secondo mese si applica la stessa regola. Il terzo mese c’è un po’ più di libertà, ma eviterei di essere troppo appiccicosa. Il programma “sono dolce, ho bisogno di te” di cui prima o poi parleremo, scatta più in là. In ogni caso, non supererei mai i due tre messaggi al giorno, almeno fino al settimo mese, salvo eccezioni da valutare caso per caso, caso al quadrato.


    b) Stile. Eviterei tutte le storpiature, del tipo Qndo, Cme, Xkè, Nn, et similia. A fronte di un risparmio miserrimo (un carattere o due al massimo), il rischio “vivo border line dalla grammatica, dalla sintassi, e preferisco l’orticoltura all’ortografia” è altissimo. Non possiamo tollerarlo.


    c) Orari & Tempi. Questo è un profilo quasi sempre trascurato, eppure di risolutiva importanza. Le parole che sentiamo sono diverse a seconda dell’altezza del sole e della mole di pensieri che ingombra la nostra mente (mi sento un po’ Natalia Aspesi). E quindi si preferisce non inviare messaggi nel momento in cui il ricevente potrebbe essere superimpegnato (a meno che non sia un impegno emotivamente difficile, in questo caso il messaggio può assicurarti un utilissimo bonus diecipunti). Tipo alle 9.45 di mattina. O in momenti di stallo mentale, ad esempio alle 2.37. La fascia oraria ottimale va dalle 17.56 alle 19.27. Quando i doveri stanno finendo, e la giornata volge alla fine, il tramonto si avvicina e monta (…) la voglia di dolcezza. Non più tardi delle 7.30 perché poi scatta l’impegno aperitivo cena ecc. ecc. (salute). Appena il gradiente di confidenza aumenta, c’è la possibilità di inviare messaggi in notturna: dalle 23.30 alle 4.00. Questi messaggi hanno il vantaggio di essere letti con alcool o sonno in corpo, e quindi di sembrare sicuramente più sensuali o teneri. E di fantasticare su “COSASTARÀFACENDOAQUESTAORA?”.

    Ah, dimenticavo. Non è necessario rispondere immediatamente, quando ti arriva un messaggio. Il galateo prescrive di attendere tra i ventritre ed i trentadue minuti. Un po’ di suspance, insomma. Sempre con misura, senza tirartela troppo. E ovviamente purché non si richiedano informazioni urgenti: ad esempio se quel poverino è in farmacia e ti ha chiesto come si chiama un antibiotico, o se vuole sapere a che ora passare a prenderti ecc. ecc. (salute. Questi pollini).

    Per un primo approccio ritengo possa bastare.


    Adesso, Ti prego, non copincollarmi qualcosa alla Ferradini Marco del tipo “non esistono leggi in amore”, basta essere quello che si è. NON C’ENTRA LA TATTICA, SOLO CONOSCERE I (PROPRI) POLLI E NON FARE LA GALLINA.

    ChiàCChiriChì

    (Paloma).


    Postilla:

    Tutto questo vale solo per la fase ti accalappio facendoti credere che sia tu ad accalappiarmi.

    Appena scatta xxxxx non ci sono limiti alla indecenza emotiva, puntini puntini.

    c.