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June 27 after-eight: com-mentinochissà se battisti lucio davvero fascista era ("non dire no, non dire no, prendi tutto quello che ho") e renis tony ("se vui dirmi di si, devi dirlo perché non ha senso per me la mia vita senza te") e allora fornaciari sugar zucchero ("con le mani se vuoi, puoi dire di si"). forse no (se quelle sono canzoni d'amore ridicole alla pessoa fernando e kundera milan, se quelle sono cose d'amore ci vogliono un sacco di referendum confermativi, sospensivi, abrogativi...). quello che conta alla rovescia atnoc (in anagramma tanco, ti voglio tanco bene, anche se non balli il tanco commè) è che
chissà se totti prima di tirare il calcio di rigore (a parte meditare sull'opportunità del calcio a cucchiaio) canticchiava nella sua mente la leva calcistica del sessantotto. June 26 NO NO NO (you don't love me and i know now)sgattopardata referendaria: se niente deve rimanere com'è, è necessario che niente cambi [così e adesso]
June 16 BomBomdiBonTon
BomBomdiBonTon: galatine e galateo ovvero: considerazioni brevi e bigotte sull'estetica dell'esame. cosa spinge una fanciulla di venti anni circa a presentarsi ad un esame di mondo diritto indossando una maglietta verde con su scritto "shit". dico io, se proprio vuoi andare in giro con la doppia ca addosso, scrivilo almeno in giapponese, così nessuno se ne accorge. e cosa spinge una fanciulla di venti anni, anche abbastanza paffutella a presentarsi ad un esame di mondo diritto con una maglietta bianca con una banana che arriva quasi fino al (non) colletto, mezza sbucciata e con il frutto coperto di (finti) svaroschi luccicanti? tesoro mio, lo so che omnia munda mundis (=tutto il mondo è paese?) ma dopo otto anni di età forse è sconveniente. e sorvolo sui maschi in canottiera & infradito, sui soliti tanghi che escono da i gins a vita sotterranea, e ai uonderbrà spessi cinque centimetri.
ma se l'abito non fa il monaco, l'abito può fare il cattivo gusto. e se mi sento di riportare alla libbbertà di pensiero anche la libertà nel vestire, la libertà è pur sempre una forma di disciplina.
la duchessa di york. April 11 cavoli e cicogne: il parto è tratto
un lupo rincorre una pecora e la pecora dice beeeeeee, beeeeeee, beeeeeee, beeeeee. il lupo acchiappa la pecora, e la pecora dice beh. beh. beh. che dire. anche io (anche rispetto a chi? a qualcuno di sicuro) mi aspettavo una campagna elettorale più mancina, con posizioni meno diagonali e più verticali. e anche più facili. perchè la politica la capisci quando è semplice, come il pane, e il circenses non serve. avrei voluto sentire quelle frasi da libro di storia della scuola media, che mi spiega per la prima volta il comunismo e la socialdemocrazia. avrei voluto quattro paletti dritti e fermi attorno ai quali avvolgere tutte le matasse e i paralipomeni. metafore da atletica leggera sulle condizioni di partenza. aforismi sul merito che è meritevole di tutela solo se uno si muove rispetto a. pensieri più resistenti e la costituzione sbattuta in faccia. il resto lo avrei voluto sentire più dopo e più coerente: e non perchè la mattina a colazione mi inzuppo un pensiero nel tè, e anzi foierbac mi sta anche simpatico, ma le cose che si devono fare si fanno meglio quando.
certo che non mi aspettavo lo zero virgola qualcosa di differenza, e pensavo di avere vicini di casa più intelligenti.
e adesso non ne voglio vedere musi lunghi, delusi e sconsolati. i ma, beh, forse, però, insomma possono aspettare. voglio un'allegria rossa ed euforica. magari anche incosciente e in alcuni passaggi superficiale. ma emozionata e rivoluzionaria. se le rivoluzioni non iniziano senza un ballo, ci sono anche cose punk che cominciano come un soft pop, ma poi. il mio primo bambino quando sarà (ma sarà entro una leggggislatura) non rischia di ricevere una lettera di benvenuto da un presidente del consiglio destrOrso, e questo è meraviglioso. stasera grandi salti: mettete la sindrome da torta sacher in frigorifero, vi prego, e fatevi bastare il vino rosso. c. alla cicogna si sono rotte le acque, manca poco(im)possibile che siamo tutti qua ad aspettare il voto degli italiani all'estero? chissa è a zita, cu a vole sa marita (trad. in polentonio: questa è la fidanzata, chi la vuole la sposa - e quindi, in senso traslato, questa è la situazione colla quale fare i conti) nelle more (alde), nelle fragole (bergman), nei lamponi (morandi? ops) e nei frutti di bosco tutti, ascoltiamo ivano che non suona invano, (sospesi sul divano ad apettare il responso dal ministero strano)
ci sentite da lì? in questo sfondo infinito siamo le ombre impressioniste eppre noi qui guidiamo macchine italiane e vino e sigarette abbiamo e amori tanti.
illuminata nella notte che fa la distanza atlantica la memoria più vicina e nessuna fotografia ci basterà.
oramai certa come il tempo che farà con che scarpe attraverseremo queste domeniche mattina e che voglie tante che stipendi stani che non tengono mai.
ma ci sentite da lì? in questi alberghi immensi siamo file di denti al sole ma ci piace, sì ricordarvi in italiano mentre ci dondoliamo mentre vi trasmettiamo.
con l'espressione radiofonica di chi sa che la distanza è grande la memoria cattiva e vicina e nessun tango mai più ci piacerà.
ormai certa come il tempo che farà e abbiamo piste infinite negli aeroporti d'Argentina lasciami la mano che si va.
la memoria cattiva e vicina e nessun tango mai più ci piacerà Ahi, quantomar
ci sentite da lì? ma ci sentite da lì? April 10 come un uomo che aspetta la cicogna nel corridoio perchè nessuno mi intervista quando esco dal seggio, come li fanno questi spogliarelli sistematici???? (del resto, nessuno mi chiede cosa guardo alla teVelisione, forse perchè non ne guardo, ma che ne sanno i marinai)
mi annodo i capelli ho addosso una cravatta ROSSA e anche l'underwear non ho candele da accendere perchè niente repubblica teocratica tocchiamoci.............
non dirò più bugie terrò la casa in ordine aumenterò la mia produttività marginale. smetterò di fumare?
(intanto questa volta). |
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