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September 02 questo blog notes non abita più quiquesto blog notes non abbbita più qui, ma c/o:
il signor gates bill o chipperlui ha deciso di cambiare piattaforma (petrolifera).
la sua irresistibile tendenza al monopolio lo ha indotto ad escludere i sistemi operativi diversi da uindovs
dall'accesso ai blog spaces. o, meglio, usando un sistema diverso è possibile accedere ai suoi blog
ma non immettere cose, cioè post (it).
non voglio fare la beppegrillina.
nondimeno, siccome avere un blog e non poterci scrivere niente è come avere un barattolo di nutella e non poterlo aprire,
un tubbbino di ermééés e non potrelo indossare, l'altra metà della mela e non poterla sbucciare,
una barcaavvvela in montagna, insomma ci siamo capitolati...
sarebbe inutile e triste come la famosa birra senza il famoso alcool,
e siccome altresì io uso i mac (infatti adesso sto scrivendo da una tastiera che non è la mia, oddddio...)
e anche se mi dispiace tanto lasciare questo blog (perchè sono nostalgica, ma non per questo monarchica)
è più facile cambiare blog che compiuter.
(non mi fate sentire in colpa. lo so che le colpe dei genitori non ricadono sui figli, a volte però si).
insomma, per farla brè.
insomma, per farla bre-ve:
mi trasferisco.
ecco il nuovo indirizzo:
(dice che questo blog fa molto figo).
ho ricopiato tutti i miei postini.
non so come fare per i commenti.
ad ogni moto perpetuo, questo blog resta qua, (postibus sic stantibus) e poi si vedrà.
mi venite a trovare?
per favore, non portatemi vasi che la casa è piena
e i fiori stanno bene dove stanno.
a presto,
chiara.
July 27 pistacChia
ho un nuovo secondo gusto preferito.
la storia dei miel gusti preferiti? (dai dai dai dai raccontacela). vabbéne.
1. età minima: cono fragola limone e pistacchio. [Un gelato al limon, gelato al limon gelato al limon, sprofondati in fondo a una citta. mi sembrava una cosa patriottica (up patriots to arm). in realtà non mi piaceva. ma mi piaceva averlo addosso sui vestiti. a volte scivolate estemporanee su gusti qualunque (ma che cono mangiava musil?) purchè colorati. tipo puffo.
2. età media: cono cioccolato e panna. panna sopra e panna sotto. [ Bambina ti voglio ti sento ti muovi, mi turbi mi arrendo:
Gelato al cioccolato, E' dolce ma un po' salato. Tu gelato al cioccolato. Un bacio al cioccolato, io te l'ho rubato] fastidio fiscico per chi assumeva gusti tipo nocciola. stracciatellamente piccolo borghesi e poco decisi.
3. età fino a poco fa: cono fragola e cioccolato. [rossetto e cioccolato che non mangiarli sarebbe un peccato. si fa così, si cuoce a fuoco lento, mescolando con sentimento: le calze nere, il latte bianco, e già si può vedere che piano sta montando...
cfr. anche fragole buone buone & merenda di fragole]
4. età dall'altro ieri: cono cioccolato e pistacchio (il pistacchio non fosforescente, però: che poi divento troppo intelligente). come ho potuto vivere tutti questi anni senza impistacchiarmi? [devo trovare una canzone] slurp slurp.
July 26 volver
sono tornata, tonnata come un vitello. non sono più s-bloGGata.
ho smesso di cercare un'antenna mac-compatibile che riconoscesse il ruter, e ho comprato un cavo eternet lungo quindicimetri che passa dappertutto un pò tela di penelope (cruz) un pò mollichine di pollicino e arriva qui. è verde e mi fa anche effetto serpente, eva vs. eva. chi fa da sè fa da sè, ma a volte funziona. (l'altro l'altro ieri ho sognato che facevo Robba a letto con iumaturman, bang bang)
tenta è troppo simpatica.
July 10 Lettera ai Niñossi scrivono lettere a tutti gli ordini di figli, alcune vengono da penne jelluane e simpatiche, altre antipatiche e fallatiche, anche io voglio scrivere una lettera ai miei figli figliaturi prima o poi, e siccome non so come si chiamano, li apostrofo con i nomi che mi piacciono di più adesso:
vi racconto questa storia dei mondiali del sei, perchè a me è toccato di sentire per anni e anni dei mondiali dell'ottantadue, ma io nell'ottandadue avevo ancora il ciuccio in bocca (e puzzavo ancora di serpente), e quindi immagino che anche a voi toccherà di sentire dell'italia francia del sei anche se ancora state ballando il limbo su una nuvolina e fate piovere quando vi scappa la doppia pì.
sono il recupero di una dimensione sportiva un pò più pulita, un pò più libera dalle leggi del (calcio)mercato, un pò più popolare e democratica della repubblica mondiale. è la storia del gruppo che diventa squadra perchè è gruppo, e non perchè un signore può comprarsi i giocatori più forti. è la versione cosmica delle partite borgata contro borgata, secondo piano contro terzo piano, pianerottolo contro pianerottolo. è un sentimento di massa che si unisce e si emoziona. perchè alla vostra mamma piace fare l'originale e l'anticonformista, a lei piace anche farlo apposta. (li vedete tutti questi colori sulle pareti e sui vestiti?) ma la vostra mamma si commuove sempre quando vede tanti personi uniti da un'emozione (la vostra mamma si emoziona alle processioni, ai concerti, ai cortei), almeno quando l'emozione è pulita. e così i mondiali diventano cosa bella anche per gli esseri non propriamente calcistici.
anche l'italia è una storia strana. (la vedete, no, quella forma stravagante che abbiamo appiccicato al muro, con i puntini colorati di tutti i posti che abbiamo visitato?) è una squadra strana, con questi vestiti azzurri e bianchi come i vostri pigiamini della domenica. ci sono queste faccette un pò buone, meno tamarre dei giocatori del campionato che il vostro papà guarda ogni tanto la domenica pomeriggio. e ci sono tutte queste storie di finali di mondiali perdute: perchè l'arbitro è cattivo, perchè il golden gol non era bigiotteria, perchè nino ha avuto paura di tirare un calcio di rigore (questa però è un'altra storia).
nell'immaginario mondiale i lacci delle scarpe italiane sono fatte di spaghetti, e il portiere tanto Buffo si allena con le pizze. non è una squadra favorita. favorita da cosa? favorita e basta. e non è una squadra con un nome che ti fa paura solo a pronunciarlo. forse perchè ci sono gatti, cose che finiscono in otta, pirli (che non si deve dire), grassi magri, canne, materassi. o forse perchè è difficile partire contro il vento e dire che un giocatore è troppo bravo finchè è troppo bravo (ma anche questa è una cosa singolare dell'animo umano che vi spiegherò).
bisogna anche calarsi nel ruolo: la mamma si è messa una grande bandiera come top (ma sotto aveva una canottierina rossa, non vi preoccupate, la mamma è brava) aveva davanti una grande insalatiera di pasta fredda, la birra, le patatine al formaggio e i cornetti algida (anche le sigarette, ma questo non ve lo posso mica dire). succede che la partita comincia e dopo poco pochino la francia che è la squadra avversaria fa gol. (la francia sportivamente è sempre stata un pò antipatica, perchè ha vinto tante cose. ma ricordatemi di parlarvi di bartali) in realtà il signor materasso fa fallo di sgambetto mentre il signor zinedinzidan (che è un pò come la filastrocca della capra che canta sopra la panca) sta per tirare. allora il signor arbitro, che a volte somiglia un pò al cervo (il papà di bambi) dice che senza sgambetto ci sarebbe stato un gol forse forse. e allora fa decidere al dio della palla, e assegna un rigore. sono lì davanti la filastrocca e il buffo, soli soletti. e la filastrocca fa un tiro strano (a cucchiaio, ma fatevelo spiegare da papà), ed è gol. tutti sono molto tristi e preoccupati (tutti quelli che tifano italia). ma siccome il dio della palla vede e provvede, il materasso che aveva fatto fallo di sgambetto alla filastrocca, riesce a fare gol, così è parità (egalitèèè, come dicono i francesi, ma questa è ancora un'altra storia. e anche la marsigliese è un'altra storia rispetto all'inno di mameli). e cominciano minuti lunghissimi: alla mamma fanno male le gambe e si sente tutta sudata. poi little tony fa un gol. ma il gol viene annullato perchè è fuori dal gioco. (è una cosa misteriosa, il fuorigioco, come la polverina delle fate di peter pan). poi succede una cosa molto brutta: il signor filastrocca si arrabbia col materasso. forse perchè il materasso ha detto qualche cattiveria, ad esempio che il signor filastrocca è pelato come un pomodoro, oppure che la mamma della filastrocca non lo lavava quando era piccolo. sono cose che non si dicono. però il signor filastrocca esagera e anzichè rispondere con una cattiveria (che in realtà non si fa neanche questo), gli dà una testata sullo sterno. e il povero materasso cade per terra (ma non muore). la filastrocca viene espulsa e sprofonda nel baratro degli spogliatoi. ma la partita va avanti (l'unica differenza è che il commentatore non può più dire che le squadre hanno fair play) noi siamo uno in più, ma non riusciamo a segnare. e così ci sono le sofferenze supplementari, altri trenta minuti. (la mamma non ce la fa più a correre). e nessuno riesce a segnare, così si va ai rigori. i rigori si fanno nello stesso posto, quindi in realtà non si va da nessuna parte. però sono una cosa un pò mistica. è sempre uno che tira da solo e uno che para da solo. non si sa chi ha più il cuore in gola, o le ginocchia nello stomaco. e ai rigori, dove l'italia non vince mai.... tan tan tan.... il signor tre seghe (che un'altra volta proprio lui ci aveva fatto andare via) sbaglia. e quindi la francia fa quattro punti piuttosto che cinque. e invece l'italia, con tutti i suoi tatuaggi di nomi di mamme, di donne, di figli... ne fa cinque su cinque. e vince.
e tutti vanno a fare confusione per la strada, tutta la notte. (la confusione per la strada però si può fare solo quando si è grandi, perchè altrimenti arriva babbbau che si mangia le mamme e i loro bambini).
la mamma vi ha comprato la gazzetta dello sport (che normalmente non si compra), apposta per voi. l'ha comprata dal suo giornalaio preferito (quello che non tiene quotidiani di destra) che è rimasto un pò stupito quando lei gli ha detto che la comprava per voi che ancora non c'eravate mica. però quando parlava dei rigori, il signor giornalaio aveva gli occhi lucidi.
in questi mondiali nuovi che state guardando sputacchiando potete fare un sacco di citazioni e riferimenti, che un pò c'eravate anche voi.
July 07 Alice ruba la Mela a Biancaneve e il mio Mac non va.
sono fuori dalla rete e comunque se fossi un pesce spada userei la SPADA per uscire dalla rete, e per fare un pò di guerra. (del resto l'amore è sempre sul filo del RASOIO. a volte basta fare FIORETTO per risolverlo).
ma non è di questo che volevo POSTARE. quindi non suonerò due volte ed eviterò di imbucarmi. (del resto perchè dovrei imbucarmi, io? sono forse una lettera sgradita? chi non vuole essere mio ospite? ma se ospite è chi ospita, perchè amore è chi è amato? anche se chi è amato è ostile?)
ma non è di questo che volevo postare. quindi l'ho già detto due volte e mi sono ufficialmente imbucata. ormai tutti mi hanno vista. e sono contenti di vedermi. o hanno una pistola in tasca? tanto io ho la spada. diceva Lui che ci vuole molto più coraggio a automorire morire di coltello che di pistola, qualcosa che ha qualcosa che ha qualcosa che ha qualcosa a che vedere con le ultime lettere di jacopo e con i dolori del giovane werther. (bang bang, diceva dalida: bang bang, di colpo lei, bang bang, lei si voltò, bang bang, lei mi baciò,bang bang, e a terra mi lasciò).
ma non è di questo che volevo postare. quindi l'ho già detto tre volte e mi sono ufficialmente imbucata. per fortuna ho portato una bottiglia di vino. se qualcuno mi imBrocca so cosa versare.
non ne esco più da questa estemporaneità se non ne esco. quindi ne esco. (così imparate a non invitarmi). è che sono fuori dalla rete, cioè dal ueb. un pochino.
abbiamo messo l'adsl nella privata dimora. ma non c'è il router che mandi un segnale al mio Mac (chiavellico). il mio Mac non va d'accordo con alice. il mio Mac in realtà non va d'accordo con nessuno. soprattutto con i PC. Lui li trova troppo schierati con il partito comunista (e la storia del monopolio windows è solo una copertura). Lui è radicale, invece: la mela nel pugno. Il mio Mac non va d'accordo con alice. Forse perchè alice tutto questo non lo sa. Forse non lo sa perchè sta tutto il giorno a bere il uischi che si fa distillando i fiori. Però è una meraviglia lo stesso.
C. July 04 c'è rete e retela palla è rotonda
è un pensiero lapalissiano o è una metafora,
anzi una mezza-fora (e l'altra mezza è dentro)
della vita che è tonda
(che ci vuoi fare,
"L´inevitabile non accade mai, l´inatteso sempre", dice Keynes John Maynard)
dell'amore che è tondo
(che ci vuoi fare, basta a se stesso, ma è pronto a scivolare o a esplodere,
infatti anche l'anguria che è frutto patriottico è tonda)
dell'umore che è tondo
(che ci vuoi fare, la donna è mobile).
il pescespada no, però.
e nell'attesa dell'evento semiapocalittico di stasera
(stasera che sera, e che sarà, che sarà? svegliati e primavera)
c'è rete e rete
(e c'è anche rita botto che ha cantato questa canzone qua)
Lu pisci spada
(D. Modugno)
Chist’è ’na storia
d’un pisci spada
storia d’amuri….
Dai e dai lu vitti lu vitti lu vitti
pigghia la fiocina accidilu accidilu accidilu ahh…
te pigghiaru ’a la fimminedda drittu drittu ’ntra lu cori
e chiancìa di duluri ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e la varca la strascinava e lu sangu ni curria
e lu masculu chiancìa ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e lu masculu parìa ’mpazzutu
mi dicia bedda mia nun chiancìri
bedda nun chiancìri
dimmi tia c’haju a fari…..?
Rispunnia la fimminedda
ccu nnu filu e filu ’i vuci
scappa scappa amuri miu
’ca sinò t’accidunu…
No no no no no amuri miu
si tu mori vogghiu murìri ’nzemi a tia
si tu mori amuri miu vogghiu murìri….
Ccu nu saltu si truvàu ccu issa
’ncucchiu ’ncucchiu cori a cori
e accussì finìu l’amuri
di du’ pisci sfurtunati….
Dai e dai lu vitti lu vitti lu vitti
c’è puru lu masculu
pigghia la fiocina accidilu accidilu ahhh…
Chist’è ’na storia
d’un pisci spada
storia d’amuri.
tra-duzione (da napoli in su)
Il pescespada
Questa è la storia -d'un pesce spada - storia d'amore...
Dai dai è lì, I'ho visto, l'ho visto... - prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh...
hanno colpito la tua femmina dritto dritto in mezzo al cuore
e piangeva di dolore ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
e la barca la trascinava ed il sangue si spargeva
ed il maschio piangeva ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
ed il maschio pareva impazzito
diceva: "bella mia non piangere, - bella mia non piangere, -dimmi piuttosto cosa devo fare...?"
Rispondeva la femmina -con un filo e filo di voce:
"scappa scappa amore mio -perché altrimenti ti uccidono..."
"Non no no no no amore mio - se tu muori voglio morire assieme a te
se tu muori amore mio voglio morire...”
Con un salto si trovò abbracciato cuore a cuore vicino ad essa
e così ebbe fine l'amore - di due pesci sfortunati... -
Dai dai è lì, l'ho visto l'ho visto - c'è pure il maschio -prendi la fiocina, uccidilo uccidilo uccidilo ahh...
Questa è la storia - d'un pesce spada - storia d'amore... June 28 chiatenaccio
IL CALCIO SENZA FOSFORO COME METAFORA DELLA VITA MI DÀ TANTI ASSIST.
che anche se il freno motore mi fa ridere e mi dà soddisfazione ("questo minestrone, tutto il circondario saprà.."), in terza proprio non ci so stare, e se potessi passerei dalla prima alla quarta in diagonale (e solo perchè la quinta direttamente comporterebbe degli zigzaggamenti), che non so aspettare e non so stare ferma.
adotterei lo schema zemaniano sul quale parole hanno blowingato in the wind del blog.
a) mettere tre punte (inzaghi, toni e totti - totti solo per via del rigore, ma si sa che basta pocho a convincermi), quattro centrocampisti (grosso, matarazzi - forse matarazzi non può giocare? vabbè, neanche io sono lippi -, gattuso - che mi piace tanto colla sua calabrosità di pancia che corre tanto tanto tanto, e nesta), e tre difensivi (zambrotta, perrotta e cannavaro).
insomma avanzare come il nuovo che avanza un pò stile battaglia alessandromagnina, circumnavigando, circoncidendo, circostanziando.
che la palla si sa dove parte non si sa dove arriva. ma tiri bassi dritti e forti come (qualsiasi metafora mi assume una connotazione sessuale, quindi omissis).
e anche che sta meglio col vestito color granata piuttosto che giallo.
e cioè, che nonostante un naturale approccio peripatetico alla esistenza e nonostante il catenaccio mi faccia antipatia mi inviluppo nella contraddizione che (sol mi) consente e qui lo dico: QUANDO SI HA TRA LE MANI NELLE PIEGHE DELLO STOMACO STRETTO TRA LE GINOCCHIA QUALCOSAQUALCUNO DI DAVVERO PREZIOSO: ME NE INFISCHIO SE POI MI FISCHIO E FACCIO UN CATENACCIO CHE LO PROTEGGA.
maybe, let it be.
June 27 after-eight: com-mentinochissà se battisti lucio davvero fascista era ("non dire no, non dire no, prendi tutto quello che ho") e renis tony ("se vui dirmi di si, devi dirlo perché non ha senso per me la mia vita senza te") e allora fornaciari sugar zucchero ("con le mani se vuoi, puoi dire di si"). forse no (se quelle sono canzoni d'amore ridicole alla pessoa fernando e kundera milan, se quelle sono cose d'amore ci vogliono un sacco di referendum confermativi, sospensivi, abrogativi...). quello che conta alla rovescia atnoc (in anagramma tanco, ti voglio tanco bene, anche se non balli il tanco commè) è che
chissà se totti prima di tirare il calcio di rigore (a parte meditare sull'opportunità del calcio a cucchiaio) canticchiava nella sua mente la leva calcistica del sessantotto. June 26 NO NO NO (you don't love me and i know now)sgattopardata referendaria: se niente deve rimanere com'è, è necessario che niente cambi [così e adesso]
June 23 XXII (il filo non lo cerco certo qui)
ossessione autobiografica per il VENTIDUE: il mio giorno, l'inizio del passaporto, della prima carta di identità, del numero di matricola, in tante camere di albergo. cosa scelgo da uno a dieci? UNDICI perchè è di più (e io non sono per le mezze misure, infatti il cinque come canale cinque mi sta antipatico). undici perchè è un numero primo. undici perchè sono due uni vicini e romantici. e se non fosse Chiaro, diventa ventidue. undici è il mio ono-mastico (a bocca chiusa, anche le gomme, sempre). se poi faccio un consommé dei numeri della mia data di nascita torna 2-2, ventidue.
"Il fante di cuori che è un fuoco di paglia VOLTA LA CARTA il gallo si sveglia" il matto è anche il numero zero infatti "ma era bella, bella davvero, in via dei matti numero ZERO". (allora il mio civico numero è davvero 22*2, QUARANTAQUATTRO come i gatti in fila per sei, che quando undici vanno via restano in TRENTATRE e trotterellano a trento, dica trentatre allora, oppure anni di cristo, sempre che qualcun altro non abbia ragione, che il trentatre salta e saltano le tombole, le smorfie e i binghi solinghi, ci resta il SETTANTASETTE, le gambe delle donne, il mio anno, la rivoluzione in francia corta,) e allora? "Mi alzo al mattino con una nuova Illusione, prendo il 109 per la Rivoluzione, e sono soddisfatto Un poco saggio un poco matto". e allora? sessanta minuti? (dipende dalla velocità, HO VISTO UN RE che a centottanta CHIlometri, faceva ventidue minuti) e allora, il re (ah be, si bè): allora BASTA chiamare lo SACCO MATTO, che certo che impazzisce, il re, abbandonato da tutti, con una moglie regina che gironzola come un'ossessa nella scacchiera, mangiatrice di cavalieri, e lui di casella in casella e di porta in porta, la sua massima compagnia è della torre quando fa l'arrocco barocco, prezzemolo e finocchio, e allora facciamo che la partita finisce con la rivoluzione dei pedoni, magari calvino nel castello dei destini incrociati postilloso lo dirà.
"Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole, e la luce del giorno si divide la piazza tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa, e neppure la notte ti lascia da solo: gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro".
si chiama ventidue e se ne fa uno spiffero della concordanza.
June 22 traffico: in-colonna sonora il mio amore
è
capriccioso & viziato
come una canzone
di mina
(tra mi sei scoppiato dentro il cuore
e
caramelle non ne voglio più)
quando saremo grandi però
ci accoccoleremo morbidi
in una canzone di fossati.
e intanto canto
(sola alle sette di stamattina
sulla quattro corsie da siena a firenze
con la finta faccia da pendolare di Chi invece
è stata a fare festa):
"Siamo stati naviganti con l'acqua alla gola e in tutto questo bell'andare quello che ci consola è che siamo stati lontani e siamo stati anche bene e siamo stati vicini e siamo stati insieme. Siamo stati contadini noi due senza conoscere la terra e piccoli soldati senza amare la guerra, ci hanno mandati lontano senza spiegarci bene e siamo stati male, ma siamo ancora insieme. Grandi corridori di corse in salita che alzavano la testa dal manubrio per vedere se fosse finita, allenati alla corsa allenati alla gara e preparati a cadere e a tutto quello che s'impara, innamorati della sera innamorati della luna conoscitori della notte senza averne paura, innamorati di quel fiore che non vuole mai dire: ecco, è tutto finito e bisogna partire. Ma ora è il momento di mettersi a dormire lasciando scivolare il libro che ci ha aiutati a capire che basta un filo di vento per venirci a guidare perché siamo naviganti senza navigare mai." June 21 soltizio di estate: ondo e ridondoOggi, giorno di solstizio (molto meglio di equinozio) Tra un’inezia e una facezia, un’inutile minuzia, ho deciso: mi do all’ozio e rifletto sul prepuzio. Valutato quell’indizio, lascio il mio uffizio, interrompo ogni negozio, firmo un armistizio, e scappo anche dal comizio. Abbandono anche il giudizio, lo confesso meglio il vizio. E mi basta un solo Tizio Con ogni nome, anche fittizio Che sia Muzio, Fabrizio, Maurizio o anche Properzio Me ne avvalgo dall’inizio per un intimo sodalizio, un acrobatico esercizio, un simpatico servizio: voglio togliermi lo sfizio. E quando alfine sarà uno strazio lo butterò dal precipizio, dritto dritto al suo ospizio pretermettendo lo sposalizio. Nessun rapporto è un vitalizio, per un po’ io lo delizio poi mi stanco e lo giustizio.
(Del resto questo spazio è mio e posso pecularlo, corromperlo, concurrerlo, concupirlo quanto voglio.) La mia chiAMICA oggi fa il compleanno. Non è mica un caso che lei sia nata nel solstizio di estate e io in quello di inverno. Le complementarietà astrali non sono uno scherzo. Quindi, come si dice tra indiani: AUG-URI. June 20 venti giugno del seinon è bellissimo? 20.06.2006=20062006 non è un pali-ndromo, ma si sa che per il calcolo delle probabilità dopo un tot di pali scatta la rete. infatti la mia luna si è raddrizzata.
anche le chiare a volte sono tristianche le chiare a volte sono tristi. non riescono a stare su di giri e a diventare meringhe, stanche che non hanno neanche la forza di impazzire come maionese, rimangono acquettose sul fondo della ciotola, e più si domandano perchè non montano e non diventano bianche e dure più rimangono inutili e tristi (come la birra senza alcool, diceva quello). e più cercano quella cosa cattiva che non le fa ri-montare (un pezzo di guscio? un pò di tu-orlo?) più rimangono lì. al crocevia di tutte le poesie di ungaretti, montale e quasimodo. e poi? poi l'ermetismo non basta (il cuki è finito, e l'alluminio - si sa - non riesce a contenere i fluidi) e allora ci vorrebbe qualcosa di tamarro, qualcosa di tamaro sul cuore e dintorni la snobbitudine lo impedisce (peccato) e all'improvviso appare kipling, che a quanto pare prima di disegnare borse bruttine accessoriate da gorillini antiestetici ancorchè color pastello, kipling a quanto pare scriveva cose cose un pò tamarre: ma era troppo presto per qualificarle tamarre. e così posso copincollarle, sperando che domani sia un nuovo giorno alla rossellla o'hara o alla rossella o'chiara:
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi, e a tener duro quando niente più resta in te tranne la volontà che ingiunge 'tieni duro!' se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi, il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene, e - quel che è più - tu sarai un Donna, ragazza mia!" Kipling Rudyard (in verità egli la scrisse al maschile. ma solo perchè era maschio). June 16 BomBomdiBonTon
BomBomdiBonTon: galatine e galateo ovvero: considerazioni brevi e bigotte sull'estetica dell'esame. cosa spinge una fanciulla di venti anni circa a presentarsi ad un esame di mondo diritto indossando una maglietta verde con su scritto "shit". dico io, se proprio vuoi andare in giro con la doppia ca addosso, scrivilo almeno in giapponese, così nessuno se ne accorge. e cosa spinge una fanciulla di venti anni, anche abbastanza paffutella a presentarsi ad un esame di mondo diritto con una maglietta bianca con una banana che arriva quasi fino al (non) colletto, mezza sbucciata e con il frutto coperto di (finti) svaroschi luccicanti? tesoro mio, lo so che omnia munda mundis (=tutto il mondo è paese?) ma dopo otto anni di età forse è sconveniente. e sorvolo sui maschi in canottiera & infradito, sui soliti tanghi che escono da i gins a vita sotterranea, e ai uonderbrà spessi cinque centimetri.
ma se l'abito non fa il monaco, l'abito può fare il cattivo gusto. e se mi sento di riportare alla libbbertà di pensiero anche la libertà nel vestire, la libertà è pur sempre una forma di disciplina.
la duchessa di york. June 15 il paese dei campanelliapre oggi una nuova rubrica su questo scherno di schermo. il ChiAmbero Rosso. (CHIssà quanto durerà, se ai facili entusiasmi seguono improvvisi avvilimenti). per compensare i miei patetici slanci melodrammatici ("ma no chiaretta non dire così...") siccome non si srcIVE di solo sale e menchemmmeno di solo diritto TATATATATATATATAAAAAAAAAAAAAAAAA TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA [rullo di tamburi (l'assonanza con il rullo di canna è frutto della vostra perversa immaginazione olfattiva)] da oggi parlo pure di purè, cioè dei posti dove ho mangiato che mi piacciono di più. Prima Puntata: a questa prima puntata ho in mano un poker di assi e posso giocare senza bleffare: il piatto sarà mio. Ieri: Il paese dei campanelli. (dovrei scrivere dov'è? aspetta che vado su gugle. anzi no, andateci voi, che la mia pubblicità non è occulta ma sta almeno in penombra. magari dico la località: Loc. Petrognano Semifonte - Barberino Val D'Elsa (Firenze) Toscana - Italia - Europa - Mondo - Sistema solare - Via lattea muuuuuu - Universo - In espansione - come un fisher. datemi un trapano e vi risolverò il mistero del big bang, oppure quello dell'innamoramento: crash bum bang). dicevo: il paese dei campanelli. che è esattamente come il nome:
è assolutamente delizioso e poco affollato. se poi l'estetica non vi sazia si mangia diciamo da 7 e tre quarti. non è che posso ricordare tutto il menù. mi ricordo bene le mie tagliatelle scampi asparagi e calamari (anche se lo so che gli asparagi fanno fare la doppia pì verde, basta mangiarne pochi) e soprattutto il fritto di tutti i pesci del mondo colle patate tagliate a velo. il vino non ve lo dico per non fare pubblicità palese a una (le)tizia. bello e buono e bravo. alla carta: pancia piena ma il poker vince anche sul full.
ARAIHC (versione gambero solitario). June 14 Ecuba al quadratoSenza congiuntivi. Se metto sulla tavolozza i colORI e gli odORI dei miei tre giorni mi viene una commozione cerebrale. Le lacrime mi fanno gli oli e le tempere salate (olio e sale va anche bene, posso imbruschettare un blog, ma per temperare il sale ci vorrebbe l’arrotino, e coll’ombrellaio che ci faccio?) rischio di fare un quadro impressionista, ma Monet e Manet (che sono la versione romantica di cip e ciop? E se ci fosse stato anche minet o munet o menet avrebbero fatto qui quo qua?) ci sono già stati (hanno fatto il loro tempo come i giardini pensili di conte paolo) e non voglio fare un Post Posticcio. Allora solo un Poster Posticcio sempre, ma senza pretese (portò l’amore nel paese). Tre giorni a Siracusa, solo tre (e all’improvviso come mi sei scoppiato dentro al cuore all’), lo stesso improvviso che mi ha impedito di fare un passaggio radente ad ovest (e mi dispiacque assai). Le tragedie spesso le faccio (oppure i capricci) altrimenti le guardo al teatro greco di Siracusa. Le Troiane ed Ecuba. Immaginatevi un po’ di giallo dei limoni, un po’ di blu mare sotto la pioggia e un po’ di blu mare sotto il sole. Il sole non prendetelo giallo, che ci sono già i limoni (e non mi pensate Montale, che è di un’altra regione), il sole fatelo che riflette la terra lavica, così brucia anche di più. Verde non troppo, che poi uno si immagina un paesaggio florido, invece è fertile ma difficile (come una donna di trenta anni), un verde alloro. E il rosso lo voglio dell’interno dei ricci, sparsi come le trecce morbide sulle caserecce. E un po’ di rosso anche dal nero d’avola, Rosso d’avola, tanto per fare rima con me, e tanto perché, come ha detto quel cameriere di Acireale (“che l’ha detto il dottore che col pesce il vino bianco deve essere? Bevete quello che volete”). Lo stesso baffone che quando il latifondista proprietario del ristorante non mi ha dato il tavolo davanti al mare perchè la terrazza è ancora umida che ha piovuto, lo stesso cameriere baffone che quando gli ho detto che il mare mi manca e che avrei voluto averlo davanti solo un po’, mi ha detto che lui ce l’ha lì, ma non è che se lo può mangiare, e che il mare uno lo può amare solo quando in tasca ha un po’ di soldi sennò, e quante cose ci sarebbero da dire allora, quanti Malavoglia che ti vengono in mente nelle Acicittà (Acireale, Acicastello, Acitrezza) e la Provvidenza e i lupini e quanti pensieri e quante cose che andavano fatte, e questa oscillazione della Sicilia o dei Siciliani tra Rosso Malpelo e il Gattopardo e chissà. Adesso basta perché ve lo avevo detto che i colori mi si stanno mescolando, sto flettendo verso turner e invece avrei voluto girare una litografia. Adesso basta perché il rosso mi sta diventando bordò che è un’altra regione e un altro vino. Riprendiamo un po’ di rosso, dal sugo della caponata. O, se proprio vogliamo essere morbidi, dalla granita di gelso. L’arancione basta quello del tramonto che è un tramare. Colori pastelli si sa, non ne abbiamo ancora. E in questo mosaico, vada per mosaico, metteteci queste donne tragiche. Mentre Troia brucia (e non si capisce perché troia si chiama troia, se poi l’ha presa male per colpa di una che troiana non era), mentre le scenografie (che non sono le sceneggiature, me lo devo ricordare) sono metafisiche e c’è solo la sabbia sul palcoscenico e un tronco e i caratteri sono vestiti da prima guerra mondiale coi cappottoni verdi e gli anfibi o giù di lì, e il coro è di donne ognuna con una valigia marrone (poi una apre la valigia, tira fuori un violino e lo suona in silenzio, cioè nel silenzio degli altri). Questa era Ecuba. Nelle troiane metteteci invece una sagoma di città con le sirene che lampeggiano in silenzio. Ecco, tenete nell’emisfero sinistro tutti i colori. Nell’emisfero destro guardate la scenografia. E col terzo occhio leggete Cassandra che deve lasciare Apollo l’unico non uomo della sua vita per essere consegnata ad Agamennone, Cassandra che impazzisce o rinsavisce ogni minuto di più (“chi è saggio deve fuggire la guerra. Ma se è costretto a combattere, donerà alla patria una corona gloriosa con la sua bella morte, oppure infamia, con una morte vile. Per questo, madre, non devi compatire la tua terra, non devi piangere sul mio letto. Con le mie nozze rovinerò il peggior nemico, mio e tuo”). E leggete la mia dolce Andromaca che sta per andare al figlio di chi le uccise Ettore, e che sta perdendo il bambino Astianatte (“si dice che una sola notte cancelli la repulsione della donna per il letto di un uomo: ma io detesto colei che dimentica il primo marito e in un nuovo letto ne ama un altro. Neppure una puledra, divisa dalla sua compagna, trascinerebbe facilmente il giogo: eppure è solo una bestia, priva di voce e di senno”). Leggete Elena, che torna all’ovile e ci riprova ad entrare da regina. Perché “chi ama non può smettere di amare” (anche se, forse, “dipende dal cuore dell’amato”). E pensate a Ecuba, che la vera tragedia la sente chi resta (non c’è ai stata nessuna donna infelice come te, “nessuna, tranne l’infelicità in persona”), che tutto ha perso e che trova la forza per una sola vendetta (contro Polimestore, che uccise Polidoro, il più giovane dei figli di Ecuba, proprio mentre lo stava ospitando) e che ci riesce, fiduciosa nelle donne dopo tutto (“Agamennone: “me lo immagino, delle donne che hanno la meglio sugli uomini…”; E.: Il numero e l’inganno sono brutti avversari”; A.: “è vero, ma non ho molta fiducia nelle donne”; A.: Perché, non furono le donne a uccidere i figli d’Egitto? Le donne svuotare Lemno di ogni maschio…”). A questo punto, mi sto de chirichizzando in una piazza di italia, e forse mi serve una tela nuova.
c. June 09 dlin dlon. comunicazione di servizio.
scappo, per tre giorni. mi mancherò. il salvagente è sotto la vostra poltrona. in caso di necessità, le maschere di ossigeno si renderanno automaticamente disponibili. (indossatele e respirate normalmente.) vi lascio questo maniglione antipanico. fatene cattivo uso. c. La posta del Cuore (2)Cara Chiara, ho una storia non semplice, come il non libro di sciascia leonardo. (..............................) [tra quelle parentesi tonde sta una storia complessa inzuppata di intrecci incestuosi poligamici bipolari e coalizioni pronte a tutto tranne che alla serenità, immaggggginassela il lettore come più gli piace. io devo tutelare la praivasi dei miei clienti]. {tra quelle parentesi quadre sta la spiegazione alla parentesi tonda. non ci sono altre parentesi. chi controlla i controllori e chi si intromette in un'intromissione?} Che faccio? Ti seguo come un setter, gemellina 80. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
ho già detto che cara chiara non va bene perchè è cacofonico. evidentemente sei un setter raffreddato e non mi segui poi così bene. puoi optare per "divina chiara", o per cara qualcosaltro (come cara giulia, cara alice, cara emma, tanto lo sai che ho gli sdoppiamenti di personalità con principio di schizzzofrenia) ho già detto anche che preferibilmente uno deve dotarsi di soprannomi graziosi forieri di immagini sensuali e di profumi muschiati. fa un pò tu. ad ogni modo, nella mia infinita bontà, ho la soluzione. MENTI trasformati in un after eight, se necessario, o in un dentifricio, o in una granita. ricordati quello che hai detto e nega pure l'evidenza. anzi, costruisciti un mondo parallelo nel quale tutto fila e si confonde come un formaggio allegro con brie, secondo i tuoi desiderata. del resto la bugia come alternativa interpretazione della realtà si chiama come la bugia che regge la candela, la quale a sua volta illumina la realtà stessa medesima itself. il che ci conferma quanto è breve il sentiero che dal finto in amor conduce al vero (lo diceva alfieri, forse. infatti l'alfiere va in diagonale). e poi, essendo tu gemella, hai una naturale propensione alle bugie. pensa a twain mark (quello del tè twAining?): una delle principali differenze tra un gatto e una bugia è che un gatto ha soltanto nove vite (da: Wilson lo Zuccone).
Le bugie, si possono usare. L'importante è che ci sia una persona una, alla quale dici la verità sulla cosa.
Giulia.
June 08 s-profondissima quietedatemi un pomeriggio pieno di dieresi per potere dire mi piacie anziché mi piace. mi piacie sentirmi dire che mi piacie: essere uscita con i pantaloni colle tasche che mi stanno larghi e caduti (mi stanno come d'autunno sugli alberi le foglie, del resto sono verdi, scoloriti ma verdi) e la camicIA bianca mi piacie pensare ai miei pIEdi con i sandalini mi piacie fare finta che questa stagIOne durerà per sempre mi piacie questa puzza di sole che c'è nell'aria (l'aria è naturalmente dieretica, invecIE l'acqua è naturalmentte diuretica, che storia elementare di elementi, uotson) mi piacie sentire una farfalla solitaria alla campagna che mi svolazza nello stomaco, per un motivo oppure no, insensibile all'autan, mi piacie il mio ciddì di emmepppitre che sta in macchina e che si chiama varie ed eventuali, e che sventola le canzoni che mi piacie ascoltare quando guido mi piacie che una donna può obbligare un uomo "a dirmi sei bellissimaaaaa - a" in così tanti modi (questo perchè il signor random prima ha deciso che circumnavigando piazzale donatello avrei dovuto sentire una canzone sola di bertè loredana) [già che ci sono mi piacie anche questa sensazione di chiaradonna] mi piacie quando mi piacie qualcosa senza pensare a "crea un elenco delle cose che mi piacciono".
mi piacie il cielo che è sempre più blu (puffi o non puffi, arriveremo a roma). June 07 federerfumando la mia sigaretta post prandiale (anche se in realtà non ho avuto tempo di pappa), ho appena avuto il seguente scambio di battute, che ricordo e incollo, a memoria dei posters, degli affreschi, e soprattutto mia: io: "ma perchè mi circondo di gente logorroica?" altro: "è il contrappasso". io: "ah". altro: "in teoria ti avrebbero dovuto circondare di gente logorroica post mortem, quando ci saranno gli scritti in tuo onore, ma è che sei talmente NEFASTA che a te il contrappasso lo hanno anticipato in vita".
la bella estate mangiando pavesinista arrivando e noi non abbiamo PIU' bisogno di trucchi (puntini puntini)
[propriamente non abbiamo bisogno di fondotinta (cfr. da qualche parte su questo blog)]
Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, SI ERA FERMATA E SI ERA MESSA A PIANGERE PERCHE' DORMIRE ERA UNA STUPIDAGGINE E RUBAVA TEMPO ALL'ALLEGRIA ". (c.p.) June 06 SEI SEI del SEI
6.6.6. fino a ieri pensavo che oggi proprio oggi mi sarei sposata. un pò per astromotivi, anche se plutone non mi dura un giorno (eppure parigi val bene una messa), un pò per il numero, perchè lo avrei ricordato anche se non è dispari, perchè è tondo, perchè è mefistotelico, lo so, ma avrebbe avuto la forza del fuoco. e quella cosa un pò alla andreadecarlo, che mi vergongo ma l'ho letto quando ero (più) piccola, (arcodamore ------ archiaudaci, del resto) quella cosa dell'amore come una parabola che sale sale sale e quando arriva a un punto che ti scoppia il cuore da quanto è forte, a quel punto comincia a scendere e a rovinare tutto, o, comunque, ad appiattirlo nella dolcezza della noia e delle abitudini. io quella cosa della parabola non la capisco. perchè avrei voluto una linea retta, di quelle y=ax, che mi passa dall'origine di chiara, e che sale sale sale sale sale sale magari fa dei minuscoli picchi all'indietro, tipo un elettrocardioqualcosa di qualcuno che però ce la fa, ma di un centimetro al massimo e ricomincia a salire. che la noia la usa solo per fare la pizza alta quando fuori piove, che le abitudini le usa solo per distendere il lenzuolo di sotto, perchè con le pieghe si dorme male. che i problemi li scioglie nel vino oppure in altri fluidi. sale sale sale con lo zucchero, e interseca i pentagrammi di tutte le canzoni d'amore preferite: che passa per i "ti proteggerò" per "le ansie di perdersi e la certezza di aversi" per gli "accappatoi azzurri" .
semplice come l'acqua, determinata come una freccia, e poi incredibile come l'anarchia, impossibile come l'autarchia che ci prova, però, a bastare a se stessa. perchè se l'amore non basta allora non basta niente.
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